Movimento 5 stelle

  Aprile 2014

   UN NORMALE CITTADINO E IL M5STELLE

CAMBIARE per poter vivere

di Anna Maria Santoro

1975. Otto e venti prima campana, “e spegni quella sigaretta”. Nel ricordo delle care e vecchie canzoni di chi è nato alla fine degli anni Cinquanta, le domande non hanno mai avuto una risposta chiara, perché oggi come allora tutto, e nulla, sembra essere cambiato.

Di quel tempo, tornano in mente le assemblee nella palestra del liceo, dove al megafono ti chiamavano <compagno> anche se non lo eri; le dissertazioni filosofiche col supplente appena laureato; e il professore di latino e greco eletto deputato del P.C..

Si ricordano perfino le scuole elementari, con i concorsi di disegno sull'Europa unita: si premeva la mano aperta sopra ai fogli, per non fare le orecchie nel quaderno; l'anziana maestra camminava tra i banchi mentre fuori, nei giardini accanto, i figli dei fiori professavano gli ideali di libertà e di pace, nei loro pantaloni a zampa di elefante, coi laccetti di cuoio tra i capelli lunghi, che per la prima volta confondevano le differenze.

Nell'infanzia ti avevano insegnato che tutto è bello, nella fratellanza, e alle medie, che tutto può cambiare.

E tu studiavi. Studiavi e non capivi. Non capivi la strage di piazza Fontana nel 1969; dell'Italicus nel 74; non capivi la guerra in Vietnam mentre ascoltavi c'era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones; e neanche l'uccisione di Aldo Moro: era pomeriggio inoltrato quando, alla notizia, qualcuno scoppiò in pianto.

All'università, e avanti ancora, pensavi alla dottrina vichiana dei ricorsi storici, e alla Sapienza di Platone, virtù suprema dei reggitori dello Stato; alla beat generation; alla net generation.

Come il tempo monastico, scandito da eventi reiterati, gli anni avevano il sapore di un pane quotidiano, ora fragrante ora ammuffito; profumato e ancora insipido.

Abbiamo ascoltato e respirato la politica, la Destra e la Sinistra, le disuguaglianze e le uguaglianze teorizzate da Norberto Bobbio nel 1994, che i tuoi studi accademici rimandavano a derivazioni di origine hegeliana, a Erdmann e a Gabler da un lato e a Feuerbach e poi Engels e Marx dall'altro.

Finché oggi, a una età in cui non si è più giovani ma non ancora vecchi, col sospetto che la pensione equivalga a una chimera, ci si ritrova a dire le stesse frasi della nonna: <ai miei tempi ...>.

Se il Paradiso è il luogo dove i sogni si realizzano, allora il Paradiso non è qui. Non è nel Decreto Legge 149/2013 sul finanziamento pubblico ai partiti, che nelle forme attuali cesserebbe solo nel 2017; gli occhi al cielo e la penna in bocca, si prova a fare qualche conto: bene bene, 20.000,00 moltiplicato 37 diviso cento fa 7.400,00; dunque, per una donazione di 20.000,00 euro di un privato cittadino ad un partito, 7.400,00 euro saranno detraibili; ma il Paradiso non è nemmeno nella Legge Bankitalia del 29 gennaio 2014 numero 5; e neppure nelle scuole, dove l'obbligo di compilare modelli e schede toglie tempo e dedizione ai problemi degli alunni; non è nelle imprese, strozzate dai crediti con le Amministrazioni Pubbliche; o nei laboratori di ricerca oncologica pagata 600,00 euro al mese, contro stipendi di un milione e duecentomila euro all'anno a presidenti e manager degli enti pubblici; e neppure nei bandi di concorso dove capita di leggere, per un “Giudice onorario minorile”: “il requisito di cultore ... non presuppone necessariamente il possesso di diploma di laurea, pur se il medesimo costituisce titolo preferenziale”.

E tu studi; ancora; perché pensi che sia bello. Ma studi e non capisci lo stesso, come allora, mentre ascolti le parole di Battiato del 1991 Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere ….. Ma arrivi a un punto in cui non hai più tempo per nulla, perché <La ruota del criceto gira, gira>. Lo leggiamo anche sul blog di Grillo. <Ci fermiamo solo per mangiare un po’ di cibo. Per dormire. E ogni mattina la ruota ci aspetta. Più muoviamo le nostre zampette, meno pensiamo. Un giorno scenderemo dalla ruota, apriremo la gabbia per inseguire i nostri sogni. Ma quando? Domani, dopodomani, l’anno che verrà? Vecchi con la pensione minima? Qual è il momento giusto per cambiare e provare a vivere, se non ora?>

E allora si prova a frequentarli, questi grillini, nei loro “Gruppi di lavoro” disseminati per città e paesi, senza chiedersi perché e percome: le domande non hanno mai avuto una risposta chiara! Li trovi a lavorare per il nostro territorio; per l'acqua che beviamo; per i progetti sui rifiuti; per le riforme da portare in Parlamento; per i piani sanitari; contro le slot machine. Ma i mass media nulla, nessun cenno. Neanche sull'allora vicinanza di Grillo a Giacinto Auriti, contro il signoraggio e il sistema monetario a debito.

E con un balzo, nella filosofia e nella meccanica quantistica, viene in mente la storia sul gatto di Schrödinger e le rane di Varela, e la possibile inesistenza del mondo intorno a noi, perché “il mondo esiste, ma solo perché, noi, lo vediamo”.

Pubblicato sul mensile Il Borghese, numero di Aprile 2014

 

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