Giacomo Guidi

 Gennaio 2014

GIACOMO GUIDI

Dalla passione per la scherma alla passione per l'arte


di Anna Maria Santoro

Giacomo Guidi nasce a Roma il 16 settembre 1982. Nel 2002 vince l'Argento nella sciabola a squadre ai Campionati Europei di Scherma a Mosca e subito dopo ai Mondiali di Lisbona. Nel 2003 di nuovo l'Argento, agli Europei di Bourges. Nel 2004 si prepara per Atene quando, a tre mesi dall'inizio delle Olimpiadi, gli comunicano, a sorpresa, quella che sarà la sua più grande delusione: non farà parte della squadra nazionale italiana.

Oggi, a soli 32 anni, il suo nome è tra i più affermati nel panorama dell'arte. Ha una galleria a Roma inaugurata nel 2006, a Palazzo Sforza Cesarini, e un'altra a Milano dal 10 ottobre del 2013 mentre quest'anno è prevista l'apertura di un nuovo spazio, a Trastevere: 1.000 mq per allestimenti, moda, designer ma anche una cucina per cene post espositive e mini appartamenti per artisti, curatori, collezionisti e direttori di musei, per confronti tra posizioni dialettiche diverse.

Ha messo in mostra, tra gli altri, Jannis Kounellis, Maurizio Mochetti, Maurizio Nannucci, Nahum Tevet, Giulio Paolini, Imi Knoebel, sostenendo gli artisti negli spazi pubblici quali il Macro, la Biennale di Venezia, la Quadriennale.

Lei è riuscito a trasformare una delusione in un successo, in un campo totalmente estraneo alle competizioni sportive. Perché la scelta dell'arte?

<La scherma per me era tutto, e soprattutto passione. Ho sempre amato la competizione e l'esclusione dalle Olimpiadi di Atene è stata una delusione, al tempo, non volevo aspettare oltre. Presi dunque una decisione anche drastica, lasciare tutto e iniziare una nuova avventura. L'arte è stata una passione che iniziavo già a sviluppare durante gli anni della scherma e l'avvicinamento ad artisti, quale Fabio Mauri, hanno acceso in me il desiderio di fare di un'altra mia passione una professione.>

Nei prossimi mesi inaugurerà uno spazio a Trastevere, la Giacomo Guidi Contemporanea, di 1.000 mq.

<L'apertura del nuovo spazio a Roma, inizialmente prevista a primavera, sarà rimandata a settembre in quanto c'è una situazione internazionale che si è prospettata in questi mesi, l'apertura di uno spazio a New York che si dovrebbe realizzare, appunto, in primavera. Per questo la necessità di rimandare l'apertura di un nuovo spazio romano, che quindi si potrà strutturare più chiaramente come idea nei primi mesi di quest'anno.>

Il suo lavoro potrebbe comprendere, per il futuro, rapporti con scrittori?

<Com'era negli anni Settanta, mi piacerebbe molto se un pubblico anche composto da scrittori, musicisti, registi, oltre che da artisti visivi, partecipasse agli eventi promossi dalla galleria, in modo da ricreare quello spirito critico e quello scambio di idee propri, appunto, di quel periodo. Credo che sia un momento importante in cui tentare di ricostruire un dialogo tra i diversi mondi della cultura e vedo la galleria come uno spazio in cui condividere e creare uno stimolo per questo confronto.>

Perché la sua scelta si orienta verso artisti che mettono al bando la tela e i vecchi pennelli sostituendoli a mezzi che, attraverso la ricerca estetica, siano in grado di dare risposte a domande di fisica, di storia, di percezione?

<Penso che nel mondo di oggi, un'arte che vuole rappresentare il contemporaneo abbia bisogno di comunicare con mezzi e linguaggi che si adattano alla realtà che ci circonda. Magari la pittura può oggi risultare come un mezzo meno diretto, ma siamo noi che ci siamo abituati a stimoli visivi più espliciti e, almeno in apparenza, meno riflessivi.>

Qual è la differenza tra creazione e creatività?

<La creazione lasciamola a forme divine, la creatività agli artisti.>

Che cos'è l'arte?

<Una forma di pensiero e di comunicazione, più rapida del linguaggio e più chiara della filosofia.>

Quanto la sua attività così ampia può aiutare a contrastare il disorientamento culturale della nostra società?

<Questo potrò dirlo solo in futuro; noi crediamo nella qualità del lavoro dei nostri artisti e continueremo a seguire questa linea.>

Ha pensato di poter estendere il suo lavoro anche Oltreoceano?

<Non ci avevo ancora pensato, ma l'occasione si sta presentando proprio ora.>

 

Pubblicato sul mensile Il Borghese, numero di gennaio 2014


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