
BIENNALE DI VENEZIA 2024
(60esima edizione)
STRANIERI OVUNQUE
PADIGLIONE DELLA REPUBBLICA DI SAN MARINO
NOMADER
di Anna Maria Santoro
Incanta Venezia, che alla sua naturale bellezza aggiunge forme e colori di una Biennale d’Arte che celebra, nel 2024, la sua 60ª Edizione con un rigore espositivo che si ripete ogni due anni fin dal 1895, con mostre allestite ai Giardini, all’Arsenale e negli storici edifici e palazzi sulla laguna.

Calle San Lorenzo, Venezia

Calle San Lorenzo 5063B (Castello), Venezia
Tra le ottantotto partecipazioni nazionali c’è anche la Repubblica di San Marino, il cui Padiglione è ospitato in un luogo non lontano dalla Chiesa di Santa Zaccaria nel cuore del Sestiere di Castello, a Calle San Lorenzo al civico 5063B, in un’ex bottega fabbrile denominata «La Fucina del Futuro». Vi è esposta la mostra di Eddie Martinez, curata da Alison M. Gingeras, che ha per titolo «Nomader».

Alison M. Gingeras ed Eddie Mariinez
Sorprende la parola nomader: nella pronuncia americana essa rimanda all’espressione «no matter» «non importa», ma la sua etimologia, νομάς come colui che erra, richiama una condizione di provvisorietà di luoghi e di dimore.
Similmente, anche il titolo-guida dell’intera Biennale, «Stranieri ovunque», si offre in tutta la sua pluralità di significati attraverso la parola «straniero»: ha la stessa radice di «estraneo» e «strano» come condizione di «fuori» e di «diverso». «l’Io» scriveva Freud nell’«Introduzione alla psicoanalisi» nel 1915, «non è padrone in casa propria»; ogni individuo, così, è abitato da alterità che lo assediano e lo tormentano, rendendo lecito l’apparente paradosso di essere stranieri in relazione agli altri e per sé stessi; in ogni luogo, modo o tempo.
E priva di stabilità convenzionale è anche la vita itinerante di Martinez.

Eddie Martinez 2024, Ph Jason Schmidt
Classe 1977, nasce nel Connecticut ma fin da bambino si sposta continuamente con la famiglia da uno Stato all’altro: in California, Florida, Texas, Massachusetts; nel 2004 è a Brooklyn. Il suo senso di non appartenenza ad alcun luogo fa tornare alla mente la lirica «Girovago», scritta da Ungaretti in Francia nel 1918: «In nessuna / parte / di terra / mi posso / accasare».

Eddie Martinez, particolare della mostra
Segue una logica non univoca anche la formazione artistica di Martinez: si iscrive all’Art Institute di Boston, ma l’abbandona dopo un anno, attratto dalla pittura urbana. Dai graffiti, impara a rendere grande un piccolissimo disegno. Le sue opere, analogamente alle enantiosemie del linguaggio parlato in cui una stessa parola va a connotare due opposti significati, contengono figurazioni e astrazione insieme: sono figure irreali in ambienti fantastici, talvolta fiori dalla grandezza esagerata, e forme geometriche spesso difficilmente riconducibili agli oggetti della realtà tangibile; oppure segni aggrovigliati di fronte ai quali viene da chiedersi perché nella vita nulla è mai nettamente definito e definitivo. «L’artista», scrive la curatrice Gingeras, «ha permesso al suo lavoro di migrare […] dall’eredità del disegno automatico e dell’astrazione praticata dal gruppo CoBrA, alla sua peculiare interpretazione della figurazione fumettistica post-Philip Guston, nonché a un’insolita rivisitazione di vari generi classici. […] come se cercasse di rendere il suo linguaggio visivo estraneo a sé stesso».
Martinez dipinge con gesti rapidi senza progettazione accuratamente preordinata; usa pennelli da imbianchino, bombolette spray, spatola, levigatrice elettrica. In un’intervista di qualche anno fa, racconta che di fronte alla tela dopo qualche segno si allontana fisicamente per guardare a distanza ciò che man mano emerge dalle sue creazioni, per poi riavvicinarsi e proseguire come si usa in una lotta: è un movimento che, non a caso, egli stesso paragona alla tecnica «di attacco e di distanza» nella boxe.

Eddie Martinez a Venezia
Per il Padiglione di San Marino ha realizzato una serie di dipinti disposti attorno a un tavolo con sculture di vari materiali di scarto raccolti sulla spiaggia di Long Island.

L’installazione delle opere pittoriche prosegue nella seconda sala: «In questi miei dipinti ci sono molti momenti di introspezione e pulsione: si scava […]. si mette a nudo una parte del proprio essere […] seppellendo e rivelando allo stesso tempo».

Vincenzo Rotondo, Paolo Rondelli, Roberto Felicetti, Eddie Martinez, Alison M. Gingeras, Andrea Belluzzi, Alessandro Bianchini, Elena Rossi

Roberto Felicetti, Paolo Rondelli, Andrea Belluzzi, Alessandro Bianchini
Articolo pubblicato sul mensile Il Borghese, numero di aprile 2024
SCHEDA TECNICA
Padiglione della Repubblica di San Marino
Biennale d’arte di Venezia
Artista: Eddie Martinez
Titolo: Nomader
Curatrice: Alison M. Gingeras
Commissario: Paolo Rondelli
Vice commissario: Riccardo Varini
Comitato scientifico: Alessandro Bianchini, Roberto Felicetti, Vincenzo Rotondo, Riccardo Varini
Indirizzo: Calle San Lorenzo 5063B (Castello), Venezia
Date: 20 aprile – 24 novembre 2024
© RIPRODUZIONE VIETATA
Venezia, Pre-biennale d'Arte 17, 18 e 19 aprile 2024, video e ph Anna Maria Santoro, Vincenzo D'Onofrio e Foto da Cartella Stampa © RIPRODUZIONE VIETATA
Fotografati, nell'ordine di pubblicazione:
Venezia, ph Anna Maria Santoro
Calle San Lorenzo, Venezia, da Cartella Stampa
Eddie Martinez, Nomader, installaion view Courtesy FR Istituto d'Arte Contemporanea (Foto dalla Cartella Stampa
Alison M. Gingeras ed Eddie Mariinez in Conferenza Stampa online, ph fermo-immagine Santoro
Eddie Martinez 2024, Ph Jason Schmidt, dalla Cartella Stampa
Eddie Martinez, particolare della mostra, Biennale Venezia, ph Anna Maria Santoro
Eddie Martinez a Venezia, ph Vincenzo D'Onofrio
Foto di gruppo: Vincenzo Rotondo, Paolo Rondelli, Roberto Felicetti, Eddie Martinez, Alison M. Gingeras, Andrea Belluzzi, Alessandro Bianchini, Elena Rossi, ph da Cartella Stampa
Foto di gruppo: Roberto Felicetti, Paolo Rondelli, Andrea Belluzzi, Alessandro Bianchini, Foto da Cartella Stampa
